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Concorso di progettazione per la realizzazione del nuovo Science Center
Città della Scienza, Napoli

Anno: 2015


 
 
Descrizione
Lo studio è cominciato con l’osservazione dell’esistente, dei resti dell’incendio, del mare, della spiaggia e delle scogliere, di via Coroglio, di elementi fortemente naturali segnati dall’opera dell’uomo. Qui si è ricercato il senso della progettazione che ora in poche righe si cercherà di descrivere.

Innanzitutto, nella proposta elaborata, a memoria dell’incendio del quattro marzo duemilatredici, si è ritenuto opportuno conservare la quinta muraria dell’avancorpo fronte mare, con la sua successione di archi, per farla rivivere come luogo del ricordo, ricreando un ambiente rilassante con comode sedute, dedicate alla lettura di libri che potrebbero anche essere presi in prestito, in uno spazio opportuno del museo.

Il “pensatoio”, anch’esso in gran parte distrutto dall’incendio, emblema di quanto accaduto, verrebbe recuperato e trasformato in una serra per le farfalle, simbolo della rinascita. Si è previsto di mantenere anche le porzioni delle quattro campate della testata sud che si sono salvate dall’incendio. Fatte salve queste preesistenze, si è cercato di creare un punto centrale e di snodo per tutto il sistema museale ampliando Piazza Ciminiera sino alla spiaggia ed inserendo un elemento circolare, snodo nevralgico del museo, per contenere la biglietteria con il punto informazioni e lo shop.

Sarà così possibile vedere e camminare dalla spiaggia alla piazza e viceversa, fondere lo spazio museale con lo spazio pubblico. Da qui partono i diversi percorsi possibili, il percorso museale, gli spazi delle esposizioni temporanee, la spiaggia, il teatro, i giardini pensili, la rampa di accesso al ponte su via Coroglio per raggiungere i musei presenti a monte della strada. Nella ricostruzione si sono conservati gli allineamenti su entrambi i fronti e, per evocare il ricordo del passato industriale della fabbrica borbonica dell’Ottocento, è stata scelta una copertura a falde in prosecuzione delle campate esistenti nella testata sud; questa scelta, inoltre, permette di alloggiare in maniera ottimale i pannelli fotovoltaici sulle falde rivolte ad ovest.

Tutta la copertura è circondata da un giardino pensile che nasconde alla vista, soprattutto dal mare, i pannelli stessi evitando così l’effetto specchio riflettente. Data la posizione unica del museo, sulla spiaggia, si è cercato di rendere l’edificato un qualcosa di vivo, percorribile e aperto a tutti con una rampa esterna che, da Piazza Ciminiera, conduce al primo piano, girando intorno all’edificio e regalando nuovi scorci, quasi ad ogni passo, sino ai giardini pensili superiori ed alla vista aperta sul mare.
La rampa è protetta da scogliere in tufo, sulle quali si appoggiano dei terrazzamenti verdi che si aprono sul golfo regalando vedute indimenticabili. Queste scogliere inoltre creano a piano terra un porticato aperto a tutti, un luogo da percorre al riparo dal sole o dalla pioggia o dal vento, con un gioco di luci ed ombre sempre nuove. Questa quinta scenografica prende ispirazione dalle scogliere vicine, permettendo di fondere l’intervento con l’ambiente naturale.

Tutto il volume diventa esso stesso museo attraverso l’utilizzo dei rivestimenti in rocce locali, in tufo giallo per la parte più esterna verso la spiaggia, in pietra lavica per l’involucro più interno, in modo da raccontare il luogo, la sua origine, la sua storia. Piazza a Mare è stata riqualificata con la creazione di un giardino che inizia da via Coroglio ed al quale si accede attraverso una scogliera di tufo, sino a culminare con un teatro verde affacciato sul mare. Nello spazio tra il ristorante ed il museo, sono stati ricavati dei nuovi servizi igienici, in parte dedicati al ristorante, in parte aperti al pubblico. Per unificare il polo museale nel suo complesso, sono proposte due rotatorie lungo via Coroglio, in modo da focalizzare il punto di arrivo, rallentare il traffico e facilitare gli attraversamenti pedonali.

L’ingresso principale al museo avviene dalla prima rotatoria, quella più a nord, così da percorrere e valorizzare il Viale della Conoscenza per accedere poi alla biglietteria. Da qui, con una rampa di collegamento, si accede al ponte e al polo museale lato monte. Il teatro è stato integrato con una zona foyer, servizi igienici dedicati, camerini e deposito. Accanto alla sua entrata è stato posizionato uno spazio bouvette. Il percorso museale comincia con la discesa sul fondo del mare per proseguire con le trasformazioni geologiche, in particolare con l’analisi e la dimostrazione dei fenomeni relativi ai Campi Flegrei sino ad attraversare un vulcano.

L’itinerario supera i diversi dislivelli attraverso rampe che percorrono l’area dedicata all’esposizione permanente, per arrivare al primo piano alla terrazza centrale dove vi è un’area bouvette. Da qui si prosegue all’Officina dei Piccoli, accessibile anche direttamente da Piazza Ciminiera, ed al suo spazio esterno dedicato. Gli spazi agorà e dei laboratori sono stati pensati tangenti alle aree principali in modo da evitare effetti rimbombo. Le aree polivalenti sono state dislocate in modo da funzionare sia in maniera integrata al museo permanente sia in modo del tutto autonomo.

Tutte le rampe previste non presentano mai una pendenza superiore al 5% per favorire un elevatissimo livello di accessibilità. Sono previsti anche degli ascensori ed un montacarichi. Si prevede di alloggiare i locali per gli impianti tutti fuori terra. Per la climatizzazione degli ambienti e la produzione di acqua sanitaria si utilizzeranno pompe di calore condensate ad acqua di superficie (energia del mare), azionate da energia elettrica prodotta da campo fotovoltaico in copertura (energia del sole). Il controllo negli ambienti, sarà gestito con sistema BACS (Building Automation Control System), per garantire un elevato grado di efficienza energetica.
L’energia elettrica prodotta dal campo solare fotovoltaico, verrà utilizzata anche per l’illuminazione degli ambienti e gli altri servizi di F.M. necessari per le attività dell’edificio, sovraintendendo il tutto con sistema BMS (Building Management System).



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